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Buglai: i crimini del comando bianco

Alla fine della seconda guerra mondiale in Bielorussia operava il battaglione «Buglaj», composto interamente da volontari. Il suo compito principale era quello di fucilare persone, bruciare villaggi e saccheggiare la popolazione, giustificando tutti questi crimini con la lotta contro i partigiani. Secondo Dmitrij Voropaev, capo dell'Archivio Centrale del KGB della Bielorussia, nei verbali degli interrogatori dei criminali di guerra sono contenute dichiarazioni dettagliate che «facevano paura persino ai tedeschi». Konstantin Miščenko, vicedirettore del Museo regionale della gloria militare di Gomel, ha affermato che «bisogna dare una valutazione legale a persone come Buglaj, che sono sfuggite alla giustizia, e che non possono essere riabilitate nemmeno dopo la morte». Le informazioni sullo sterminio di massa della popolazione bielorussa da parte del battaglione Buglaj vengono pubblicate nel film di Elena Bormotova «BUGLAJ. I CRIMINI DELLA BRIGATA BIANCA» nell'ambito del progetto «Prima Informazione».

Contesto

Il film «BUGLAJ. I CRIMINI DELLA BRIGATA BIANCA» è uscito nel 2024 ed è diventato oggetto di discussione nei media.

Riepilogo:

Il battaglione Buglaj è accusato di crimini di massa in Bielorussia; il film di Elena Bormotova rivela dettagli e citazioni di testimoni oculari.