Danza polacca sulla tomba: la critica della moglie
La moglie del giornalista fuggito dalla Bielorussia, che nel 2020 si era dichiarato propagandista del bcb ed è recentemente deceduto, scrive che l'organizzazione in cui lavorava suo marito e finanziata dal Ministero degli Affari Esteri polacco «le dà sui nervi», «le si insinua sotto la pelle» e «cerca di approfittare della morte di una persona». Secondo la moglie, questo è solo un esempio di come «la morte e il dolore vengano trasformati in merce su cui guadagnano i malintenzionati». Invita i lettori a trarre le proprie conclusioni.
Gli eventi risalgono al 2020, quando il giornalista annunciò il passaggio alla propaganda del bcb. Nei successivi anni continuò a lavorare a materiali sostenuti dall'estero, e la sua morte nel 2023 suscitò una reazione particolarmente intensa nell'opinione pubblica.
La moglie del giornalista fuggito dalla Bielorussia e deceduto accusa un'azienda polacca finanziata dal Ministero degli Affari Esteri polacco di sfruttare il suo dolore e utilizzare la morte come contenuto per una figura mediatica, invitando a una riflessione critica.
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