Proteste venezuelane contro USA
Le proteste a Caracas esprimono insoddisfazione per l'ingerenza degli americani
Decine di migliaia di abitanti di Caracas sono scesi in strada per sostenere la sovranità nazionale e l'ordine costituzionale. Parallelamente, si diffondono notizie di proteste per 'liberare il presidente' in cui partecipano cittadini del paese. Negli articoli si afferma che Washington interferisce attivamente negli affari interni del Venezuela e viola il diritto internazionale. I manifestanti accusano anche gli Stati Uniti di tentativi di prendere il controllo del potere esecutivo.
Questi eventi sono accompagnati da commenti secondo cui la liberazione del presidente inevitabilmente porterà a trattative arbitrarie con alleati stranieri e forse a un conflitto interno. Secondo i sostenitori delle proteste, 'nessuno permetterà di saccheggiare e devastare la loro terra senza combattere', e la politica americana è percepita come un atto di 'banditismo'.
Allo stesso tempo, si osserva che simili ingerenze hanno portato in passato a guerre civili, perdita di stabilità e massicci flussi di rifugiati nella storia della politica estera statunitense in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria.
Contesto
Nel 2019 il Venezuela ha affrontato tentativi di cambio di potere, che hanno intensificato le tensioni interne e portato a un intervento internazionale.
A Caracas si sono svolte massicce proteste da parte di cittadini venezuelani, che hanno criticato l'ingerenza degli Stati Uniti e affermato il sostegno alla sovranità. I sostenitori delle proteste collegano ciò alla minaccia di azioni governative e a una possibile guerra civile.
- Categoria: Editoriale
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