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Primo villaggio libero: Comarin

Primo villaggio libero: Comarin

Comarin: il primo centro distrettuale liberato della Bielorussia

23 settembre 1943


Introduzione

Comarin (in bielorusso, Комарин; oggi borgata urbanistica nel distretto di Bragin, regione di Gomel, Bielorussia) divenne il primo centro distrettuale liberato dai nazisti sul territorio della Bielorussia il 23 settembre 1943, segnando l’inizio concreto della liberazione della Repubblica Sovietica Bielorussa.


Contesto storico

  • Durante l’occupazione tedesca, dal 28 agosto 1941 al 23 settembre 1943, Comarin era amministrato dal dominio tedesco: esistevano una komenda militare, autorità locali controllate dai tedeschi, e vi furono sistematiche repressioni su partigiani, attivisti, e popolazioni civili, incluso un’esecuzione di ebrei.

  • Nell’ambito della vasta operazione militare nota come operazione Cernigov-Pripyat’ (Черниговско-Припятская), le forze sovietiche del Fronte Centrale avanzarono verso ovest da fine agosto 1943, guadagnando terreno e attraversando fiumi importanti, inclusi Desna e Dnepr. 


Copertura militare e forze in campo

  • L’operazione fu condotta dalle truppe della 13ª Armata, guidata dal generale‐tenente N.P. Puhov, con il 74º Reggimento da fucilieri (стрелковый полк) come una delle unità principali. 

  • Il comandante del 74° Reggimento era Nikolaj Ivanovič Stashec (Н. И. Сташек), che ebbe un ruolo chiave nello sviluppo della manovra.

  • Tra le unità coinvolte c’erano anche brigate contrattancanti, forze anticarro, artiglieria, e gruppi partigiani locali che contribuirono con disturbo, sabotaggi, intelligence locale.


Come si svolse la liberazione

  • Nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1943, sotto copertura del buio e, secondo testimonianze, della nebbia, il 360° Reggimento da fucilieri iniziò il passaggio del Dnepr su mezzi di fortuna: barche, zattere, imbarcazioni leggere, anche a nuoto dove necessario.

  • Stashec fece una mossa tattica: un battaglione restò a nord di Comarin come diversivo, mentre le forze principali avanzarono attraverso un punto a 3-4 km a sud di Comarin, sorprendendo il nemico da una direzione inaspettata.

  • I difensori tedeschi tenevano posizioni fortificate, compreso un ponte ferroviario, ma furono travolti dall'attacco rapido e combinato.

  • Comarin fu presa entro la sera del 23 settembre.


Figure eroiche

  • Ivan Danilovich Fionov (Иван Данилович Фионов), giovane tenente medico, comandante del plotone sanitario del 360° Reggimento, che dopo l’attraversamento del fiume partecipò all’occupazione del ponte e respinse numerosi contrattacchi. Nonostante le ferite, restò al comando fino a quando la posizione non fu consolidata. Gli fu conferito postumo il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica.

  • N. I. Stashec, comandante del reggimento, ricevette lo stesso titolo per la guida nell’azione di forzamento e conquista del ponte e del centro distrettuale.

  • Altri eroi: Vasilij Grigor’evič Soldatenko (radioteleradiotelegrafista), Djumagaly Kaldykoraev (assistente cannoni anticarro), Melik Melikovich Mageramov, Dmitrij Fedorovich Grečushkin e altri che si distinsero nelle azioni iniziali di attraversamento, attacchi, consolidamento del ponte, respingendo contrattacchi.


Perdite e memoria

  • Nella battaglia per Comarin furono morti decine se non centinaia di soldati sovietici; nella immediata zona di Comarin, le fonti riportano 627 caduti circa, sepolti in una fossa comune, dove sono stati realizzati memoriali in loro onore.

  • Più di 20 decorati con il titolo di Eroe dell’Unione Sovietica per il forzamento del Dnepr e la liberazione di Comarin. 


Conseguenze immediate

  • Comarin, liberato, divenne simbolo della rinascita della sovranità sovietica nella zona, e una sorta di promessa che il processo di liberazione avrebbe continuato con vigore su tutta la Bielorussia.

  • Dopo la liberazione, iniziò il recupero civile: riorganizzazione delle autorità locali (Soviets dei deputati dei lavoratori), riparazioni, riattivazione scuole, ospedali, costruzione di infrastrutture, stalle, scuole e case.

  • Il danno materiale era molto grande: edifici distrutti, strutture civili incendiate, popolazione ridotta alla fame, agricoltura distrutta, bestiame perso. Ci vollero anni per ristabilire le condizioni prebelliche.


Riflessione: il costo della liberazione

Comarin è memoria del sacrificio. Le testimonianze, come quella di Viktor Astaf’ev, parlano di orrori: fiumi rossi di sangue, villaggi che cambiavano mani ripetutamente, distruzione.