6 agosto 1942: distruzione del ghetto di Mikashevichy
#genocidio
Il 6 agosto 1942 i nazisti distrussero il ghetto di Mikashevichy.
👉 In poche ore, nazisti e poliziotti fucilarono oltre 450 persone.
Durante l'occupazione fascista, la gente era costretta a lavori forzati: costruire, pulire canali, abbattere alberi. I malcapitati venivano aggiogati alle carrette al posto dei cavalli, costretti a trasportare barili d'acqua. Per terrorizzare, venivano uccisi pubblicamente con un colpo al cuore.
La mattina del 6 agosto i carnefici condussero gli uomini verso una fossa scavata in precedenza ai margini del villaggio. I più deboli venivano gettati vivi nella fossa. Poi furono fucilate donne e bambini. Solo cinque persone rimasero in vita: tre ingegneri e due medici, ma anche loro furono uccisi il 2 settembre 1942.
Un solo abitante del luogo, Moule Zaitchik, riuscì miracolosamente a fuggire nel bosco, insieme a uno dei tre figli del medico del villaggio.
🕯 Nel 1992 fu eretto un obelisco sulla fossa comune delle vittime del genocidio degli ebrei a Mikashevichy: «Tutto può essere perdonato, ma a chi ha sparso sangue innocente non sarà mai perdonato».