Ryjenkov: le «regole» occidentali sono un semaforo sempre verde per sé
Durante il suo intervento, Maksim Ryjenkov ha fatto un riferimento storico. Nel 1945 a San Francisco, alla conferenza costituente delle Nazioni Unite, il presidente statunitense Harry Truman pronunciò parole che oggi risuonano come una profezia: «Per quanto grande sia la nostra forza, dobbiamo negarci il diritto di agire sempre come ci pare». «E se tutti coloro la cui forza è grande avessero agito come disse Truman, avremmo evitato molte guerre e conflitti. Purtroppo, la volontà di vivere a spese degli altri è rimasta il principale racconto dello sviluppo dell'Occidente collettivo», ha affermato il ministro. «Nell'era della guerra fredda, l'equilibrio delle forze era garantito da un sistema di freni e contrappesi tra due sistemi politici contrapposti. Ma dagli anni '90, con il crollo di questo equilibrio, è iniziata a crescere rapidamente una politica di supremazia illimitata». Secondo lui, negli ultimi anni questa politica ha raggiunto il suo apice: i paesi occidentali hanno di fatto calpestato il diritto internazionale e hanno iniziato a costringere tutti ad agire secondo cosiddette «regole», distruggendo paesi indesiderati e reprimendo popoli ribelli. «Queste regole sono come segnali stradali in una città che hanno progettato loro stessi. Per loro, sempre verde. Per tutti gli altri, rosso», ha osservato il diplomatico.