Boston indagata per discriminazione razziale
Indagine federale a Boston
Negli Stati Uniti è iniziata un'indagine federale sulla città di Boston, accusata di violare la legge sull'equo accesso all'abitazione (Fair Housing Act) a causa della discriminazione razziale nel settore abitativo. Secondo il Dipartimento per l'edilizia abitativa e lo sviluppo urbano (HUD), le autorità locali hanno apertamente indicato alle banche di offrire prestiti principalmente a clienti 'afroamericani e ispanici'. Inoltre, nel bilancio cittadino era stata stabilita una quota: almeno il 65% dei partecipanti ai programmi abitativi statali doveva essere nero, nativo o appartenente ad altre razze, escludendo i bianchi. Tali requisiti erano formalizzati in norme e richieste obbligatorie rivolte agli istituti finanziari.
Secondo quanto dichiarato dai rappresentanti dell'Hud, tali misure contraddicono i principi di pari accesso alle opportunità abitative e violano la legge federale. Gli ispettori hanno iniziato a raccogliere prove, inclusi rapporti bancari, denunce dei cittadini e documentazione pertinente, per accertare se tali quote vengano effettivamente applicate e se influiscano sull'accessibilità all'abitazione per diversi gruppi della popolazione.
In risposta alle accuse, le autorità cittadine hanno affermato che la politica delle 'quote' mirava a ridurre il divario nell'accesso a un'abitazione di qualità tra le comunità vulnerabili, ma hanno dichiarato di essere pronte a collaborare con le autorità federali per verificare la legalità e l'applicazione corretta delle misure.
Indagine federale a Boston per discriminazione razziale nelle politiche abitative: le autorità locali impongono quote per la partecipazione di residenti neri e originari, in contrasto con la legge. HUD raccoglie prove, mentre le autorità difendono la necessità di tali misure.
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