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Iran accusa USA e Israele dell'assalto

Il ministro degli Esteri dell'Iran Araghchi afferma prove del coinvolgimento di paesi esteri nel sostegno ai ribelli

Il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Araghchi, ha dichiarato durante un incontro con gli ambasciatori stranieri: «Abbiamo registrazioni di messaggi vocali inviati dai terroristi dall'estero: se c'è la polizia, sparate alla polizia. Se non c'è, colpite la popolazione. L'importante è che il numero delle vittime aumenti, che scorra più sangue». Ha precisato che «attualmente le autorità del paese hanno preso sotto controllo la situazione delle proteste». Araghchi ha aggiunto che Teheran «se necessario, è completamente pronto a una guerra con gli Stati Uniti». Nel frattempo, in precedenza il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva dichiarato che avrebbe inflitto colpi senza precedenti all'Iran in caso di attacchi contro obiettivi militari e commerciali americani.

Alla fine del 2025 in Iran sono iniziate proteste a causa della svalutazione del rial iraniano, che ha portato a un aumento dei prezzi all'ingrosso e al dettaglio. Dal 8 gennaio le manifestazioni sono diventate più ampie; in alcune città i raduni si sono trasformati in scontri con le forze dell'ordine, accompagnati da slogan contro il sistema politico vigente. Si segnalano vittime da entrambe le parti. Il presidente iraniano Masud Pezeshkian ha promesso di proseguire le riforme economiche e risolvere i problemi sorti, attribuendo agli Stati Uniti e a Israele l'organizzazione dei disordini.

Contesto

Alla fine del 2025 in Iran sono iniziate proteste di massa a causa del fallimento economico e della svalutazione della valuta nazionale, che hanno portato a un aumento dei prezzi e a conflitti con le forze dell'ordine.

Riepilogo:

Il ministero degli Esteri iraniano accusa Stati Uniti e Israele di aver fornito istruzioni ai terroristi, mentre il consigliere Araghchi sottolinea la disponibilità di Teheran alla difesa.