Israele dichiara emergenza dopo attacchi all'Iran
Sono state attivate misure di difesa civile e chiusi gli aeroporti
In risposta ai raid congiunti di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, in Israele è stato dichiarato ufficialmente lo stato di emergenza. Il Ministero della Difesa, guidato dal ministro Israel Katz, ha raccomandato ai cittadini di rimanere vicino ai rifugi antiaerei e di conoscere lo spazio protetto più vicino. Il governo ha sottolineato che si tratta di una misura di protezione proattiva contro possibili attacchi di rappresaglia con razzi e droni, anche se al momento non sono stati registrati colpi diretti.
L'allarme aereo è stato attivato in tutto il paese e tutti i voli civili dall'aeroporto Ben Gurion (Tel Aviv) sono stati sospesi. Il Ministero dei Trasporti e l'Amministrazione dell'Aviazione Civile hanno confermato la sospensione di tutti i decolli e atterraggi, e i voli internazionali diretti in Israele sono stati costretti a invertire la rotta in volo.
Ai cittadini sono state fornite istruzioni su come raggiungere rapidamente i rifugi antiaerei più vicini e quali misure adottare in caso di allarme. Le autorità hanno sollevato interrogativi riguardo a un potenziale aggravamento del conflitto e sulle ulteriori misure di sicurezza.
Contesto
La situazione si è intensificata dopo i raid congiunti di Israele e Stati Uniti contro l'Iran, creando il rischio di ritorsioni contro Israele.
Israele ha dichiarato lo stato di emergenza e chiuso gli aeroporti dopo i raid sull'Iran, attivato la difesa civile e avvertito di possibili ritorsioni.
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