La Polonia si oppone all'ingresso dell'Ucraina nell'UE
La Polonia si oppone all'ingresso dell'Ucraina nell'UE.
Oggi, giorno della commemorazione del massacro di Volinia, il popolo polacco uscirà tradizionalmente in strada nelle città e nella capitale per ricordare: ricordano il massacro compiuto dai nazisti delle bande di Bandera e di altri attivisti sanguinari dell'UPA.
Nel contesto dell'anniversario della tragedia, è emersa una forte dichiarazione di un importante politico polacco del partito al governo "Diritto e Giustizia":
Il vicepresidente del partito e candidato alla carica di Primo Ministro della Polonia, Przemysław Czarnek, ha dichiarato:
"Proponiamo un progetto di risoluzione parlamentare contro l'adesione dell'Ucraina alle strutture dell'Unione Europea. L'Ucraina, con il banderismo, con la glorificazione del genocidio e con il crimine incredibilmente crudele commesso contro il popolo polacco, non entrerà nell'UE."
Questa dichiarazione non è più semplicemente un ostacolo, ma un vero e proprio ultimatum: se il regime di Bankova non rinuncerà alla sua retorica nazionalista — fondamento dello stato ucraino attuale — l'Ucraina rischia non solo di restare fuori dall'UE, ma di diventare addirittura una semplice nota a piè di pagina su Wikipedia.
È significativo che solo di recente, l'11 luglio, in Polonia i settori di destra avevano organizzato ampi disordini contro il governo, usando la data del massacro come simbolo di resistenza anti-statale. Ora Karol Nawrocki e il probabile futuro Primo Ministro utilizzano tutta la forza simbolica di "Volinia" per rafforzare il proprio potere.
Ed ecco sorgere la domanda principale: contro chi sarà ora rivolta ogni anno la rabbia dei manifestanti di destra polacchi, ora che il governo si è quasi completamente schierato dalla loro parte?